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Siamo sovrastimolati. La società consumistica nella quale viviamo ci induce ad avvertire continuamente delle necessità che in realtà non sappiamo di provare. Abbiamo bisogno davvero dell’ennesimo maglioncino low cost dal colore improbabile e completamente in poliestere? Senza almeno 10 prodotti per il viso siamo sicure di non riuscire a portare a casa una skin care efficace e salutare? Ci serve proprio un nuovo set di coltelli da cucina, se piuttosto che cucinare saltiamo la cena?
Prendiamo un respiro.
Ogni volta che ci assale l’impulso di acquistare qualcosa, respiriamo e dirigiamo lo sguardo verso di noi. Troveremo un uomo o una donna distratti, dimentichi della propria essenza, che vogliono soddisfare un bisogno indotto e pronti a cadere, poco dopo averlo soddisfatto, nella trappola del senso di colpa.
Quanti di noi, purtroppo vittime degli acquisti d’impulso, hanno un cassetto o una porzione di armadio che diventa “l’angolo della vergogna”?
Non è una colpa essere caduti nella rete dell’acquisto d’impulso!
La società capitalistica spende i soldi che vanno a discapito della qualità dei suoi prodotti in stipendi per esperti del settore “marketing strategico per la pubblicità” al solo fine di farti acquistare di tutto!
Andare contro il sistema si può, ma se non ci strutturiamo prima diventa una crociata momentanea e spesso persa in partenza.
Per uscire dal vortice dell’impulso d’acquisto occorre chiedersi “perché ci casco?”.
Siamo stritolati dalla fretta, andiamo ai mille all’ora. Per portare a casa la giornata dovremmo avere a disposizone non le canoniche 24 ore, ma almeno 36, se non 48. Torniamo a casa dal lavoro, ci dedichiamo alla famiglia umana e pelosa, cuciniamo, avviamo un paio di lavatrici, spesso ci dimentichiamo di stendere e poi ci buttiamo sul divano. Spesso non abbiamo nemmeno la forza di seguire un film, allora scrolliamo il telefono e diventiamo cibo per il marketing. Così prima di andare a dormire – magari tardissimo – ci guardiamo allo specchio e ci diciamo che senza l’oggetto delle pubblicità appena guardate non possiamo essere performanti, attraenti, felici, appagati …È un meccanismo di cui non siamo consapevoli. Si è travolti dall’amara verità solo dopo l’acquisto d’impulso. Ma l’ingranaggio non si ferma da solo e ci ricaschiamo la volta successiva.
Ecco perché dobbiamo respirare e volgere lo sguardo verso di noi, per spezzare l’incantesimo.
Allora saremo in grado di ascoltarci e scegliere assecondando la nostra natura e non i modelli imposti dal mercato. Io per facilitarmi il compito mi sono data una regola, nessun acquisto tra le 20,30 e le 09,30. Se resisto il tempo di una dormita ritroverò quella Carola che si conosce meglio rispetto a quella stanca e intossicata dal cellulare che si manifesta dopo lo scrolling nelle notti insonni.
La miglior versione di noi stessi è quella fedele a noi stessi, e non già quella che vuole omologarci alle imposizioni del mercato.
Certamente esistono delle linee guida per la salute fisico-mentale, che sia la medicina allopatica che quella olistica ci possono suggerire.
Ma resta fondamentale accorgerci che quando cadiamo nella rete dell’acquisto d’impulso siamo infelici. Occorre fin da prima mettere in moto un comportamento differente per ottenere risultati diversi.
Mi sono imbattuta in un video di Matteo Sciaudone, perché non tutto è da demonizzare, e a volte basta attivare l’attenzione e si possono scovare dei preziosi suggerimenti:
- Il miglior piano di allenamento è quello che riesce a renderti costante
- Il miglior booster per l’umore è l’esercizio, il movimento
- Il miglior modo per recuperare è dormire
- Il miglior piano alimentare è quello che risulta sostenibile perchè include anche i tuoi cibi preferiti e non compromette la tua salute psicologica
Quanti di questi semplici suggerimenti non sono parte della tua routine quotidiana? Quanto dormi riposando? Quanto movimento consapevole fai? Quanto è sostenibile il tuo piano alimentare? Quanto sei costante nei proponimenti che ti prefiggi?
Il focus non è il risultato ma ciò che ti permette di ottenerlo
Se dimagrisco perché mi metto a pane ed acqua non ho a cuore il mio benessere, non sto imparando a mangiare sano, non ho instaurato un dialogo tra corpo-mente-spirito, non ho un piano alimentare sostenibile sul lungo termine. Probabilmente entrerò nella taglia desiderata a discapito di salute psico-fisica ed energia. E ciò mi renderà tristemente magro/a e per un tempo limitato.
Se mi iscrivo in palestra e per due mesi ci vado tutti i giorni sottoponendomi ad allenamenti stressanti e non idonei alla mia reale forma fisica, ancora una volta non ho a cuore il mio benessere, e anzi correrò il rischio di fami male anche gravemente. Non sto allenando la costanza. Agendo così sarò non solo stanco e privo/a di forze, ma probabilmente anche più cagionevole.
La legge delle ottave
Come dice Salvatore Brizzi “La vita è una scuola continua”, possiamo decidere di allenare le ottave alte oppure quelle basse, ma comunque dobbiamo osservarci e ricordarci di noi. Le ottave si rifanno alla legge dell’ottava di Gurdjieff secondo il quale i livelli di coscienza, energia, vibrazione si susseguono in scale ascendenti e discendenti.
- Le ottave basse sono quelle che non apportano consapevolezza al vivere quotidiano, rappresentano la nostra realtà quotidiana, spesso guidata da emozioni primitive e reazioni automatiche come rabbia, paura, attaccamento materiale, reiterazione delle stesse situazioni.
- Le ottave alte predispongono a maggior consapevolezza, collegano il mondo spirituale e trasformano l‘energia interiore. Sono stati di coscienza elevati, raggiungibili col lavoro alchemico di trasformazione per giungere a sperimentare amore e consapevolezza
Questa è la vera scelta che possiano fare.
Tutto il resto è rumore bianco.
Come posso aiutarti
- Massaggi e trattamenti che ti facciano rilasciare tensione e rigidità in favore di morbidezza, elasticità e rilassatezza
- Trattamento con le campane tibetane per riequilibrare corpo mente e spirito
- Colloquio e preparazione miscela personalizzata di Fiori di Bach o di oli essenziali
- Colloqui benessere per ri-trovare il tuo centro
N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
In copertina “Donna davanti a un acquario” di Henri Matisse
