
Come funziona l’Udito
01/10/2026Il corpo registra stress e traumi
Siamo portati a credere che stress e traumi emotivi restino esclusivamente come cicatrici dell’anima e risiedano nel cervello. Ed esistono infatti tantissimi lavori-percorsi che si possono sperimentare con psicologi o counselor per affrontare stress e traumi dal punto di vista psicologico-emozionale.
Ma è altrettanto importante sapere che traumi e stress emotivi restano impressi anche nei tessuti del nostro corpo senza che noi ce ne accorgiamo. Se cerchiamo la parola trauma in un tessuto corporeo non sappiamo a che cosa riferirci e probabilmente ci verrà in mente una ferita, un taglio, ma non è quello ciò di cui stiamo parlando. Se andiamo alla ricerca del termine rigidità, allora sapremo come orientarci nel corpo.
Lo stress e i traumi che viviamo vengono trasformati dal tessuto muscolare in contratture e mal di schiena.
Prova ad ascoltare il tuo corpo: una schiena che non si scioglie mai del tutto, spalle sempre un po’ alzate, un respiro corto o che non scende in profondità. Questa non è semplicemente una postura scorretta, ma l’accumulo di tutto ciò che si è depositato sopra e dentro tuoi muscoli.
Cosa ci succede al corpo quando proviamo stress e/o traumi emotivi
Il cervello percepisce stress e traumi emotivi come una minaccia, un pericolo, e si comporta di conseguenza. Quindi attiva una risposta automatica che coinvolge tutto il corpo il cui ordine è chiusura.
Il diaframma è il primo muscolo a presentarsi all’appello. Il respiro si accorcia, il il torace si stringe ed il diaframma si contrae come un pugno che si chiude.
Quando il petto è protetto interviene lo psoas – che è il muscolo della posizione fetale in grado di piegare il corpo in avanti per proteggere gli organi – che rafforza l’operazione di chiusura richiesta dal cervello di fronte al pericolo.
Questa è un’ottima soluzione che permette di proteggerci, affrontare e superare il pericolo. Ma se non avviene il “disinnesco”, e lo stress cui siamo sottoposti anziché durare qualche minuto dura invece ore, settimane, mesi o anni, diaframma e psoas non si rilasseranno mai del tutto e si verrà a creare un accumulo di tensioni o rigidità come fossero strati di vernice, tanto consistente da risultare doloroso.
Manifestazioni corporee
- Il diaframma contratto tira su le coste e chiude il torace
- Le spalle si arrotondano in avanti
- I muscoli del collo si irrigidiscono
- Lo psoas contratto tira su le vertebre lombari e comprime la colonna, creando il celeberrimo mal di schiena basso
- Il respiro resta corto e superficiale
- Il battito del cuore accelera
- I muscoli di tutto il corpo mantengono un tono più teso del dovuto
E la fregatura aggiuntiva è che se questo circolo vizioso non si disinnesca costituirà un’allerta, perciò la mente non si rilasserà mai completamente, il sonno sarà leggero o disturbato, la digestione più lenta o faticosa, la soglia di tolleranza si abbasserà drasticamente.
Metodi per scaricare l’accumulo di stress e tensioni
Si possono scaricare i muscoli. Occorre lavorare sui muscoli per sciogliere le rigidità così da permettere al corpo di uscire dalla modalità di difesa. Infatti quando i muscoli si rilassano succede qualcosa di molto concreto al sistema nervoso, che, non sentendo più l’allerta dà al corpo i segnali affinché
- il diaframma torni a muoversi con tutta la sua ampiezza e a ricominciare a collaborare col sistema digerente
- il respiro si approfondisca
- il battito rallenti
- si sciolga il tono muscolare (quello dannoso, non quello che rende sodi i muscoli)
Cosa posso fare io per te
Per rilassare il sistema mente-corpo ti propongo un ciclo di colloqui di counseling olistico del benessere unito a un ciclo di pratiche Liberi di muoversi con elementi di Yin yoga. Per sostenere mente e corpo insieme!
Se preferisci ricevere un massaggio ho un’ampia proposta:
- massaggio alchemico mio-fasciale con diapason
- massaggio sonoro con ciotole tibetane
- trattamento di riequilibrio dei 5 diaframmi
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N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
Per i preziosi spunti ringrazio il dottor Marcello Chiapponi
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