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Brevi cenni storici sugli oligoelementi
Fin dall’antichità, a scopi salutistici, oltre alle erbe vennero somministrate anche sostanze del mondo minerale o animale che contenevano oligoelementi, anche se per arrivare a una scoperta più puntuale riguardo agli oligoelementi dobbiamo attendere la rivelazione dell’efficacia dello iodio per la cura del gozzo. Ma bisogna aspettare la fine del secolo scorso e Gabriel Bertrand per accorgersi che alcuni elementi chimici, presenti in piccolissime quantità nella materia vivente, non erano soltanto delle impurità, ma sostanze fondamentali per la vita e per la sua funzionalità. Bertrand si accorse, in un suo esperimento in vitro, che un sale di Manganese agiva come catalizzatore biologico utilizzando l’ossigeno dell’aria come base. Ciò gli permise di postulare che “l’organismo appare come una sorta di oligarchia nella quale masse enormi di elementi passivi sono dominati da un piccolo numero di elementi chimici”.
Cosa sono gli oligoelementi
Andiamo all’origine di questo termine. La parola oligoelementi è formata del termine greco oligos -> poco, esiguo, scarso + dal termine latino elementum ->elemento, fondamento. L’insieme di queste due radici descrive perfettamente la funzione degli oligoelementi: minerali che, pur essendo presenti nel nostro corpo in piccole quantità, svolgono attività biologiche vitali e indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo.
Oligoelementi è un termine usato prevalentemente nei paesi latini, mentre nei paesi anglosassoni per indicare il medesimo concetto si preferisce adoperare la perifrasi trace elements -> elementi traccia. Esiste una definizione degli anni 1970 di Forsenn a riguardo degli oligoelementi: “Oligoelementi sono tutti quegli elementi chimici presenti in concentrazione uguale o inferiore allo 0,01% del peso secco del corpo umano”. Gli oligoelementi oggi vengono utilizzati per trattare una serie di disturbi funzionali e questo rimedio prende il nome di oligoterapia catalitica o metodica catalitica.
Gli elementi presenti nel corpo umano
La differenza quantitativa dei vari componenti del corpo umano sottintende un diverso ruolo biologico fra due gruppi di elementi chimici che possiamo definire elementi maggiori e oligoelementi. La tabella sottostante indica la varietà di componenti del corpo umano nella prima colonna, la loro capacità di aggregarsi in vari composti nella seconda colonna e la loro percentuale nel corpo umano nella terza.
| ELEMENTI CHIMICI | DOVE TROVARLI | PRESENZA NEL CORPO |
| IDROGENO – OSSIGENO | ACQUA | 60/70% |
| CARBONIO – AZOTO – ZOLFO | PROTEINE | ALCUNI KG |
| CALCIO – FOSFORO | OSSA – DENTI | ALCUNI KG |
| CLORO – SODIO – POTASSIO | COSTITUENTI DELLE CELLULE | CIRCA 250 GR |
| MAGNESIO | IMPORTANTE PER CERVELLO E MUSCOLI | CIRCA 40 GR |
| FERRO | GLOBULI ROSSI | CIRCA 7 GR |
| OLIGOELEMENTI | NEL CORPO CON VARIE FUNZIONI | POCHI GRAMMI |
Nel corpo umano sono presenti:
- 11 elementi chimici che hanno un ruolo strutturale e sono combinati in molecole inorganiche -> Idrogeno, Ossigeno, Carbonio, Azoto, Zolfo, Calcio, Fosforo, Potassio, Sodio, Cloro e Magnesio, chiamati elementi maggiori perché presenti in quantità più elelvata e non in piccole tracce
- 14 oligoelementi di cui 9 detti essenziali -> Ferro, Rame, Zinco, Manganese, Molibdeno, Iodio, Fluoro, Cromo e Selenio. Il Ferro è l’unico presente in quantità più elevata agli altri, ossia circa 3/5 grammi. Nella tavola periodica sono posizionati tra gli elementi di transizione.
Differenza tra oligoelementi e vitamine
Sia oligoelementi che vitamine sono sostanze esterne all’organismo che devono essere assunte con una dieta varia. Gli oligoelementi sono minerali essenziali indispensabili per le funzioni biologiche. Le vitamine sono composti organici anch’esse indispensabili per le reazioni metaboliche.
Perché gli oligoelementi sono importanti?
La vita si basa su un complesso e armonico sistema di numerosissime reazioni biochimiche. Ciò suggerisce quanto sia importante l’equilibrio dinamico e quanto le nostre cellule siano un vortice di tali reazioni. La velocità di queste reazioni biochimiche può essere compatibile con i tempi della vita sole se catalizzata dagli enzimi. Gli enzimi sono infatti facilitatori delle reazioni chimiche e sono formati da una parte proteica e da cofattori -> oligoelementi o ioni metallici. Molti enzimi contengono già nella loro molecola un oligoelemento o si attivano solo in presenza di un oligoelemento.
| PRINCIPALI OLIGOELEMENTI | ||
| NOME | FUNZIONE | DOVE SI TROVANO |
| Ferro | Importante per il trasporto dell’ossigeno. Coadiuva nella produzione di ormoni e del tessuto connettivo. Supporta il sistema immunitario, la funzione cognitiva e contribuisce a ridurre stanchezza e affaticamento | Alimenti di origine animale, in quantità minore in ortaggi e frutta. |
| Zinco | Coinvolto in molte funzioni enzimatiche: sistema immunitario, sintesi del DNA e delle proteine, salute di pelle, capelli e unghie. Accelera la guarigione delle ferite. Coadiuva il metabolismo dei lipidi e la funzione di numerosi ormoni | Carni, pesce, cereali, legumi |
| Rame | Essenziale per la la formazione di numerosi enzimi, partecipando alla formazione dei tessuti connettivi e influenzando la pigmentazione di pelle e capelli. Agisce come antiossidante proteggendo le cellule dai danni dei radicali liberi. Sostiene cuore e sistema immunitario | Fegato, molluschi, crostacei, cioccolato, carni, pesce, uova, avocado, nocciole, frutta |
| Selenio | Potente antiossidante. Favorisce il metabolismo degli ormoni tiroidei. Rinforza il sistema immunitario. Protegge la salute di pelle, capelli e unghie. Protegge dalle malattie cardiovascolari e da alcuni tumori | Crostacei, carne, cereali, latticini, formaggi, frutta e verdura |
| Iodio | Necessario per la funzione tiroidea. Aiuta a regolare la temperatura corporea e lo sviluppo del sistema nervoso centrale. Contribuisce alla regolazione del metabolismo basale. | Pesce, molluschi, crostacei, latte, uova |
| Fluoro | Fondamentale per ossa e denti contrastando l’acidità che danneggia lo smalto dei denti. Aiuta il calcio a depositarsi nelle ossa. | Si trova in piccole quantità in tutti gli alimenti e principalmente nell’acqua |
Si può entrare in carenza o in eccesso di oligoelementi?
Molti disagi e disturbi possono essere ricondotti alla carenza di oligoelementi. Esistono molte tabelle a cura dei vari ministeri della salute nei principali stati nazionali nelle quali sono definiti i fabbisogni giornalieri dei principali nutrienti: proteine, acidi grassi omega3/6, minerali, vitamine e anche alcuni oligoelementi -> Rame, Ferro, Zinco, Selenio e Iodio. In Italia si indicano con la sigla LARN i livelli di assunzione giornalieri raccomandati di nutrienti, nel mondo anglosassone si indicano con la sigla RDA -> recommended dietary allowance = razioni dietetiche raccomandate. Per tutti gli oligoelementi, i minerali e le vitamine, continuo oggetto di studio, esistono particolari tabelle chiamate intervalli di sicurezza ed adeguatezza che suggeriscono il range di quantitativi da rispettare per restare in un margine di sicurezza di benessere psico-fisico.
Come evitare la carenza di oligoelementi
Alimenti processati, cottura degli alimenti, restrizioni caloriche, condizioni fisiologiche alterate possono causare carenza di oligoelementi. Con un’alimentazione corretta e variata si introducono tutti gli elementi necessari per ottenere uno stato psico-fisico di benessere.
Cosa comporta l’eccesso di oligoelementi
Raramente, ma può capitare anche di essere in eccesso di oligoelementi. Ciò causa numerosi disturbi e talvolta delle vere e proprie sindromi o malattie.
Qualora si tema di essere in carenza o in eccesso di oligoelementi è bene parlarne col proprio medico curante che provvederà a verificare, attraverso un esame del sangue, che il livello degli oligoelementi sia allineato con quello delle tabelle del ministero della salute. Ed eventualmente suggerirà la terapia più idonea da seguire.
N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
Per la stesura di quest’articolo mi sono avvalsa del prezioso aiuto della rivista Riza Psicosomatica.
Immagine di Brian Wangenheim da Unsplash
