
Il rachide e la sfera emotiva
15/01/2026La magia degli oli esseziali

Una questione di naso
Prima di addentrami nel magico mondo degli oli essenziali voglio porre l’attenzione sull’olfatto. L’olfatto è il senso che ha consentito all’essere umano di sopravvivere. Infatti è deputato a riconoscere la commestibilità del cibo e a percepire sia le prede delle quali nutrirsi che i predatori dai quali scappare. L’olfatto oltrepassa il talamo che è il filtro della logica. Il talamo agisce per comparazione e ci suggerisce che cosa far entrare e che cosa no in base alle nostre esperienze passate. Ciò che passa il filtro del talamo è istinto.
Il naso ci permette di scegliere per istinto. Perciò se il corpo dice no ad un profumo o ad un odore è consigliabile assecondarlo. Ancora oggi, malgrado la difficoltà di interazione con ogli odori forti, spesso ritenuti puzze dall’uomo moderno, l’odorato ci guida non solo nel caso di odore di bruciato, di gas, di cibo avariato, ma anche della scelta di amici e partners. Non puoi baciare con trasporto qualcuno che ha un odore che ti è sgradito.
Le piante
Le piante sono indispensabili per la vita degli esseri umani. Condividono con con noi le stesse quattro molecole fondamentali: Azoto, Ossigeno, Idrogeno, Carbonio. Ci permettono di respirare grazie al processo della fotosintesi clorofiliana. Forniscono una risorsa alimentare varia grazie alla quale l’uomo può ingerire molte delle vitamine e dei nutrienti dei quali ha bisogno per il mantenimento di una buona condizione di salute fisica. La gran varietà di esemplari botanici ha permesso la nascita della fitoterapia.
Le piante sono costiuite da diverse parti che vengono utilizzate con differenti scopi dall’uomo: i frutti si mangiano, i semi si possono piantare oppure mangiare, le foglie e le radici opportunatamente lavorate possono diventare rimedi di guarigione, la legna può essere usata come combustibile o per creare case, mobili, arredi, attrezzi di vario genere, dagli sci agli strumenti per massaggio…
Oli ed essenze
Un ulteriore elemento importante prodotto dalle piante è l’essenza ossia una secrezione che concorre o permette alla pianta di godere di una qualità alta della vita.
Le essenze vengono prodotte dalle piante per soddisfare esigenze specifiche
- Mantenere la specie: le essenze attraggono gli impollinatori, api, bombi, farfalle… E’ importante sapere che molte essenze non hanno primariamente odore, ma sapore
- Mantenere a distanza insetti o animali pericolosi: quando le giraffe si avvicinano per un pasto alla chioma di un albero la pianta secerne un’essenza per rendersi meno appetibile per evitare di essere spogliata completamente
- Aerosol naturale: l’evaporazione di essenze attraverso i tessuti di una pianta crea un microclima con effetto termoregolativo di salvaguardia che viene detto aerosol naturale
- Riserva alimentare: in assenza o carenza di luce, quando la pianta non può avviare la fotosintesi clorofilliana usa le sue essenze come zucchero. La fotosintesi clorofilliana è quel processo per cui le piante usando la luce solare l’acqua e l’anidride carbonica producono glucosio, il loro nutrimento, e rilasciano ossigeno come loro prodotto di scarto.
- Funzione allelopatica: ossia vengono rilasciate dalle radici o dalle foglie essenze che inibiscono la crescita di piante competitrici o che stimolino e fortifichino la propria
- Effetto antimicrobico: esistono differenti tipi di essenze con funzione battericida, funghicida, acaricida, antivirale
- Il profumo: è un vero e proprio mezzo di comunicazione delle piante
- Difesa fisica dai raggi solari: i terpeni, costituenti principali di alcuni oli essenziali, trasformano gli infrarossi della luce in calore alzando la temperatura dell’ambiente circostante
- Trasformazione del microclima: la vegetazione delle Great Smoky Mountains negli Usa rilascia composti organici volatili, creando una nebbia bluastra che dà il nome al parco, specialmente visibile a marzo e in autunno (vai a cercare su internet il video).
Le essenze sono il prodotto diretto della pianta, mentre gli oli essenziali sono miscugli di sostanze organiche volatili ottenute per estrazione a partire da materiale botanico quale: foglie, fiori, fusto, radice, semi, resine. Gli oli essenziali sono sostanze più o meno fluide, volatili, lipofile, con un peso molecolare ridotto, fragranti, mediamente untuose.
Le tecniche di estrazione degli oli essenziali sono differenti ed è proprio la loro diversità che ne determina il loro specifico utilizzo. Infatti a seconda del tipo di estrazione effettuata verranno esaltate le potenzialità di assorbimento per via orale, dermica, in air dry, in infusione aerea, in microdose MD.
- Distillazione in corrente di vapore: la pianta dopo essere stata pulita viene posta in un distillatore. Il vapore, generato dall’ebollizione dell’acqua, rende la pareti cellulari più permeabili fino a determinarne la rottura e la fuoriuscita dell’essenza che essendo volatile viene vaporizzata. Il miscuglio di vapore acqueo ed essenza viene incanalato e condensato. Ossia da vapore riportato a liquido in una serpentina raffreddata da un ricircolo di acqua. Il prodotto ottenuto sarà olio essenziale + acqua distillata. L’olio essenziale sarà facilmente recuperabile perchè si deposita sopra avendo una densità inferiore a quella dell’acqua. L’acqua ottenuta detta idrolato conterrà una minima traccia di essenza odorosa. Gli idrolati sono usati per profumare corpo ed ambienti
- Spremitura o pressione a freddo: metodo utilizzato per estrarre gli oli essenziali dagli agrumi tramite pressione meccanica
- Enfleurage: tecnica che si basa sull’estrazione tramite un solvente grasso solido che rispetta l’integrità dei fiori troppo delicati per altri tipi di trattamenti, attenendosi il concetto che gli oli essenziali sono lipofili e perciò scambiano in ambiente grasso. Il grasso viene spalmato su due telai formati da una lastra di vetro inserita in una cornice di legno. I petali vengono disposti in strato sottile sopra il grasso. Dopo un riposo di alcuni giorni i fiori vengono rimossi e sostituiti con altri appena raccolti. Terminato l’enfleurage il grasso viene raschiato dai telai e quello che si ottiene è la cosiddetta pommade ossia una pomata profumata ricca di essenza floreale
- Estrazione con solvente (esano): la pommade ottenuta dall’enfleurage può essere usata come sostanza solida oppure può essere lavata con determinati tipi di solvente come l’alcool etilico, ottenendo così un olio profumato dal quale dopo opportuna filtratura si ottiene l’assoluta, ossia l’essenza floreale pura.
Due parole chiave per gli oli essenziali
Le componenti aromatiche di una pianta non sono immutabili.
BIOTIPO
Una stessa pianta crescendo in luoghi diversi può secernere essenze molto diverse a seconda dell’esposizione al sole, del clima, della composizione del suolo, dell’altitudine, della maggior o minor quantità di acqua disponibile. Ossia a seconda del tipo di vita (= bio) che la pianta conduce, produrrà sostanze più o meno diversificate sebbene simili a quelle di tutte le altre della sua specie. Si pensi ad una pianta di limone di terra siciliana rispetto a quella cresciuta su un balcone nel centro di Torino. Con quali limoni fareste il limoncello?
CHEMIOTIPO o CT
Il chemiotipo o chemotipo definisce il costiutente chimico dominante, ovvero la molecola più abbondante o caratterizzante di un olio essenziale. Ciò determina proprietà e usi terapeutici piuttosto differenti a parità di specie botanica ed è fondamentale in aromaterapia per scegliere l’olio più idoneo allo scopo per il quale lo vogliamo usare.
Guarda la tabella che esemplifica il concetto:
| Pianta | Proprietà |
|---|---|
| Timus Vulgaris a maggioranza di Timololo | Anti-infettive |
| Timus Vulgaris a maggioranza di Tujanolo | Battericide, virucide, neurotoniche |
| Timus Vulgaris a prevalenza di Geraniolo | Antibatteriche, antimicotiche, antivirali |
| Timus Vulgaris a maggioranza di Linalolo | Antibatteriche, antimicotiche, virucide e antiparassitarie intestinali |
| Timus Vulgaris a maggioranza di Cineolo | Decongestionante bronco-polmonare |
| Timus Vulgaris a maggioranza di Paracimene | Antalgica, raccomandato in casi di reumatismo ed artrosi |
Naturale o di sintesi?
Un olio essenziale naturale è un fitocomplesso, ossia una sinergia di tutti i principi attivi che la pianta produce e il cui utilizzo crea un effetto terapeutico complessivo spesso più efficace e sicuro rispetto all’isolamento di un singolo principio attivo.
Un olio essenziale di sintesi è composto solo da una porzione della pianta. Ad esempio se si considera la lavanda, quella di sintesi, presente nelle creme e negli oli nella grande distribuzione reca la dicitura inalolo, che è la porzione specifica della pianta che induce rilassamento. È sì più specifico come utilizzo, ma perde la potenzialità del fitocomplesso. E può essere creata in laboratorio e non aver mai visto la pianta.
La carta d’identità di un olio essenziale
Lo spettromettro di massa ci permette di conoscere le singole componenti di un olio essenziale. Esso identifica con precisione la composizione chimica, verifica la purezza, individua adulterazioni, determina l’origine botanica e quantifica i singoli componenti. Fornisce l’elenco degli ingredienti e garantisce di sapere con che cosa effettivamente stiamo per entrare in contatto.
La carta d’identità dell’olio essenziale in uso permette di conoscere il suo costituente dominante, parametro quantitativo, e quello maggiormente caratterizzante, parametro qualitativo, che possono coincidere come no. Ma occorre tener presente che gli oli essenziali penetrano nell’organismo non soltanto sul piano fisico, ma anche su quello emozionale e spirituale. E poiché ogni olio apporta costituenti materiali e immateriali la loro azione si esprimerà a livello fisico, energetico, informativo, simbolico, animico.
Come assumere gli oli essenziali
- Per via olfattoria: diffusione a secco oppure in acqua oppure per inalazione diretta con l’inaler oppure per aspirazione dal palmo della mano tramite le vie aeree
- Per via topica: massaggio, impacchi, pedulivi e maniluvi, applicazioni locali
- Per uso interno: microdosi e ingestione aspirando con la bocca le gocce sul palmo della mano
N.B. Non tutti gli oli essenziali sono commestibili. Talvolta la loro concentrazione è così elevata da non poter essere ingerita senza che essa provochi danni all’apparato digerente perciò se non specificato occorre evitare di assumerli per via orale.
Le caratteristiche da tener presenti per la scelta di un olio essenziale
- Nome botanico e parte della pianta utilizzata. Ex. O.E. (olio essenziale) Arancio amaro, Citrus aurantium – scorza del frutto
- Metodo di crescita o coltivazione che permette di capire se è stata usata una pianta a coltivazione intensiva-biologica-biodinamica-a crescita spontanea
- Metodo di estrazione (v. riquadro precedente)
- 100% naturale ossia puro, non ricostituito, non tagliato con altri oli essenziali o con grassi o con alcool
- Numero di lotto e data di produzione
- Boccetta scura blu, marrone o verde. Infatti gli oli essenziali hanno un’alta sensibilità e si alterano facilmente se esposti a luce diretta.
Una volta effettuato l’acquisto di un olio essenziale è possibile testarne la purezza facendo un semplice esperimento. Su un foglio di carta far cadere una goccia dell’olio essenziale che si vuole valutare. Se il prodotto è naturale la goccia si allarga subito e in modo regolare, entro un giorno dovrebbe cominciare a evaporare senza lasciare traccia di unto, se non un leggero alone. Se il prodotto non è naturale la goccia non si espande bene, tende a ungere il foglio e anche dopo un giorno non evapora completamente.
Suddivisione degli oli essenziali in base al grado di volatilità
Gli oli essenziali possono essere suddivisi in base al loro grado di volatilità. Occorre tener presente che continuano a lavorare dal punto di vista energetico ed emotivo anche dopo che l’odore è svanito.
- Note di base o di pancia o basse: poco volatili, ricavati dalla corteccia o dalla radice di una pianta. Lunga persistenza anche per 12-24-48 ore. Le note basse lavorano sul radicamento e i chakra bassi. Per la medicina tradizionale cinese le note basse lavorano sulla coscienza di sé, portano lentezza e rallentano le funzioni del corpo, sono rigeneranti e purificanti.
- Esempi: sandalo, patchouli, incenso, cannella
- Note di cuore o medie: mediamente volatili, sono ricavate dalle parti aeree della pianta, ossia fiori e foglie. Persistono dalle 6 alle 8 ore sia nel corpo che nell’aria. Lavorano prevalentemente sul campo emozionale e sui chakra intermedi. Per la medicina tradizionale cinese le note medie riequilibrano e schiariscono la mente, influiscono sulla zona delle funzioni metaboliche di stomaco e intestino, alleggeriscono il cuore.
- Esempi: gelsomino, iris, lavanda, camomilla
- Note di testa o alte: sono molto volatili. Oli essenziali attivi, rinfrescanti, dinamici, stimolanti. Sono le prime fragranze ad essere percepite dai recettori nasali in un mix di fragranze e si attenuano in media dopo 2 ore sia nel corpo che nell’aria. Le note alte lavorano prevalentemente sul campo spirituale e sui chakra alti. Secondo la medicina tradizionale cinese portano l’energia verso l’alto e verso le estremità. Il loro utilizzo stimola la connessione col campo spirituale, perciò fanno sentire completi, protetti e non separati dal divino.
- Esempi: mandarino, limone, bergamotto
N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
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