
Il Diapason al servizio della Riflessologia plantare
01/09/2026L’importanza dei recettori sensoriali nei miei trattamenti

Che cosa sono i recettori sensoriali
I recettori sensoriali sono come delle piccole antenne, pronte a captare segnali e a trasformarli in informazioni. Sono cellule specializzate del sistema nervoso periferico che fungono da “traduttori biologici”, ossia rilevano stimoli fisici o chimici, esterni o interni, per convertirli in segnali elettrici, rendendoli così comprensibili al cervello.
I recettori sensoriali:
- sono distribuiti nell’organismo:
- a livello superficiale –> in cute e sottocute
- in profondità –> nei muscoli, nei tendini, nelle articolazioni e nei visceri
- trasformano differenti tipi di energia in segnali elettrici che poi vengono inviati al sistema nervoso centrale (SNC) tramite le fibre sensitive. Gli stimoli decodificati danno luogo a una risposta riflessa cosciente o incosciente. È grazie a loro – ad esempio – che ci accorgiamo di avere caldo o freddo. Il nostro provare un brivido o sudare è infatti la risposta a uno stimolo esterno tradotto in informazione per il cervello da specifici recettori. L’informazione può passare quasi inosservata se la variazione di temperatura è minima, oppure può indurci a provare la necessità di coprirci o di svestirci se la variazione è considerevole. Se vuoi un approfondimento su questo tema leggi il mio articolo sul sistema nervoso autonomo.
I diversi tipi di recettori sensoriali
L’essere umano è continuamente stimolato da varie forme di energia ed esistono dei recettori sensoriali specializzati – dislocati in superficie o in profondità – deputati a cogliere quei segnali, a tradurli e inviarli come informazione al SNC.
I recettori sensoriali sono altamente specializzati: le onde elettromagnetiche della luce vengono captate dai recettori della retina deputata alla vista, le onde sonore vengono captate dalle cellule dell’organo del Corti deputato all’udito, le sostanze chimiche vengono captate dai recettori dell’olfatto e del gusto, gli stimoli meccanici vengono captati da recettori epidermici, muscolari e tendinei.
Di questo processo a noi arriva in maniera cosciente l’ultima fase, quella della reazione fisica degli organi di senso all’informazione rielaborata e trasformata dal SNC. Ad esempio la pelle ci comunica il tasso di umidità , il fresco o il calore e noi di conseguenza ci copriamo o ci svestiamo e alziamo o abbassiamo il riscaldamento.
I recettori sensoriali sono a servizio degli organi di senso.
Sintesi delle diverse funzioni dei recettori sensoriali
| RECETTORI SENSORIALI | DESCRIZIONE |
| MECCANORECETTORI | Rispondono agli stimoli meccanici: ad esempio le terminazioni sensitive dei fusi neuromuscolari, i corpuscoli di Pacini, i recettori tendinei del Golgi |
| OSMORECETTORI | Percepiscono le modificazioni della pressione osmotica del sangue |
| CHEMORECETTORI | Rispondono all’applicazione di sostanze chimiche |
| TERMORECETTORI | Sono influenzati dalle variazioni di temperatura |
| IGRORECETTRI | Sono deputati a percepire le variazioni del tasso di umidità |
| FOTORECETTORI | Sono sensibili alle radiazioni elettromagnetiche della luce |
| RECETTORI TATTILI | Sono stimolati dalla pressione – sia più intensa che molto delicata |
| RECETTORI DOLORIFICI | Sono deputati a percepire il dolore, e sono ancora in fase di studio |
I nostri organi di senso sono molto sensibili, ma spesso la nostra società tende a farci produrre un gran rumore di fondo: per chiarire ciò che intendo suggerisco di pensare all’idea imperante della nostra epoca che una casa per essere ottimale debba essere necessariamente profumata. Ecco allora che i detersivi saranno iper-odorosi, tutte le stoffe verranno lavate sia col detersivo che con l’ammorbidente, e talvolta verrà utilizzato anche il profumo per tessuti. A ciò si aggiungono tutti i profumi che si mettono addosso gli abitanti di una casa; per non mandare in tilt il sistema dei recettori sensoriali, che sono molto sensibili, subentra l’adattamento del recettore: quando gli viene applicato uno stimolo d’intensità costante la risposta che ne conseguirà sarà un decremento di sensibilità. Questo è ben spiegato dal seguente esempio: appena si entra in luogo super profumato, possiamo notare che l’odore ci dà alla testa e risulta molto persistente – sia che lo si apprezzi, sia che invece risulti sgradito – ma dopo poco si smette di accorgersene, ossia si ha un decremento del segnale d’informazione. Questa è una sorta di tutela per preservare il sistema che altrimenti sarebbe in costante sovrastimolazione.
È importantissimo accorgersi di quanto stimoliamo e a volte sovra-stimoliamo il nostro corpo con impulsi olfattivi, uditivi, chimici , luminosi, gustativi, etc…, causandogli una forma di costrizione e di spegnimento della libertà sensoriale.
In nome della libertà sensoriale chiedo sempre ai miei/mie clienti se gradiscano un profumo, se apprezzino un determinato tipo di olio per il corpo sia per il suo odore che per la sua consistenza. Talvolta chiedo loro se desiderino della musica di accompagnamento oppure se preferiscano il silenzio. Anche riguardo alla temperatura chiedo conferma, se ritengono piacevole quella proposta da me o se preferirebbero maggior tepore o maggior fresco. Mi è capitato di ricevere la richiesta da parte di una cliente di indossare una mascherina sugli occhi per poter ricevere il trattamento nella condizione di buio, e sono stata molto contenta di poterla soddisfare.
Il massaggio infatti stimola già i meccano ricettori e avvia tutta una rete di informazioni che si muove lungo il corpo, pertanto è bene che io mi accerti, prima di iniziare qualsiasi trattamento, che innescare altre reti sia permesso e condiviso dal/dalla cliente.
Questo atteggiamento per me è alla base di un trattamento corpo e/o viso, o dei colloqui di counseling e benessere olistico, come pure delle attività di movimento che propongo, ma è anche alla base del mio vivere la vita personale quotidiana nei rapporti con le persone, i familiari, gli amici, gli animali, le piante, il pianeta…
Infatti lo vivo come una base di rispetto dei confini dell’altro/a da me. E se questi confini sembrano netti e definiti rispetto alla materia che ci circonda, quando ci affacciamo al campo energetico possiamo notare quanto essi diventino così poco definibili e visibili.
Perciò qualunque tipo scambio io mi accinga a vivere voglio sentire che il terreno su cui mi muovo nei confronti degli altri sia comune, rispettoso e – per quanto è in mio potere – sicuro.
N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
Per il racconto sui recettori ho attinto al libro “Ascolta il tuo suono – Ti riporterà a casa (Vivere d’Arte Editore) di Marco Farinella, che ringrazio.
Ti interessa provare uno dei miei trattamenti?
Immagine di Pixabay
