
Le Campane o Ciotole tibetane
30/04/2026
Il movimento alleato del benessere
01/06/2026E se la pancia gonfia non fosse solo responsabilità del cibo?

Siamo abituati a dare la colpa al cibo ogni volta che sentiamo gonfiori postprandiali.
Avvertiamo quella spiacevole sensazione di pesantezza, di aria nella pancia, e la bocca dello stomaco sembra stretta in una morsa. Allora ci assale la necessità di slacciare i pantaloni o il reggiseno per liberare, fare spazio tra stomaco ed intestino. Sembra che ci manchi addirittura il respiro.
Subito cerchiamo il responsabile nel cibo e parte il dialogo interiore: – Sarà qualcosa che ho mangiato? Sarà il glutine? La verdura cruda o la frutta che fermentano? I latticini sono il male assoluto, lo dicono le riviste specializzate. Forse dovrei separare le proteine dai carboidrati? Eppure non mi sembra di aver esagerato. Ho mangiato le stesse cose anche l’altro ieri e non mi è successo niente! –
Una premessa doverosa
Il primo interlocutore per i problemi di salute deve essere il proprio medico curante, che suggerirà – nel caso lo ritenesse opportuno – anche una visita specialistica.
Teniamo inoltre sempre presente che un sano ed equilibrato regime alimentare ci preserva, perché agevola il sistema digerente dall’assimilazione all’espulsione.
E facciamo affidamento comunque alle differenti figure professionali in grado di sostenere, suggerire e guidare nel campo dell’alimentazione: dietologi, biologi nutrizionisti, dietisti, consulenti nutrizionali.
Vi invito sempre e comunque ad affidarvi a figure professionali specializzate.
Qualche considerazione di natura fisiologica
Guardando una figura umana frontalmente si può notare che sopra l’intestino c’è lo stomaco e sopra di esso c’è il diaframma e la sua stretta connessione col nervo vago. Possiamo per semplificare immaginarli come un condominio di tre piani separati, ma uniti, non dalle scale bensì dal movimento.
Cos’è e a cosa serve il diaframma
Il diaframma è il principale muscolo respiratorio. È fatto a forma di cupola e separa la cavità toracica da quella addominale. Si contrae e scende verso il basso durante l’inspirazione aumentando il volume toracico. In questa fase l’aria entra e scende verso il basso. Si decontrae e sale verso l’alto durante l’espirazione diminuendo il volume toracico. In questa fase l’aria esce salendo dal basso per fuoriuscire.
Ha più funzioni differenti:
- muscolo respiratorio
- separazione tra cavità toracica – dove sono allocati polmoni e cuore – e cavità addominale, dove sono allocati gli organi interni
- contributo ad attività quali vomito, minzione, defecazione, parto e postura
Cos’è e a cosa serve lo stomaco
Lo stomaco è un organo muscolare cavo, fa parte dell’apparato digerente ed è situato tra esofago ed intestino tenue. Si divide in regioni principali, una parte d’ingresso detta cardias, una parte centrale ed una parte d’uscita detta piloro. Presenta una grande ed una piccola curvatura, con pareti muscolari robuste.
Funzioni principali dello stomaco:
- agisce come un serbatoio che immagazzina il cibo e avvia la digestione tramite succhi gastrici e movimenti meccanici
- trasforma il bolo, ottenuto con la masticazione, in chimo che poi svuota gradualmente nell’intestino tenue
Il rapporto fra diaframma e stomaco
Lo stomaco appoggia direttamente sotto il diaframma sulla sinistra, a destra si trova il fegato. L’esofago, deputato a portare il cibo dalla bocca allo stomaco, passa nel diaframma in un punto preciso, detto iato esofageo, una sorta di valvola. Come funziona? Quando il diaframma è elastico, morbido e sale e scende liberamente, lo iato si apre e si chiude perfettamente per far passare il cibo e impedirne la risalita. Se quella valvola non funziona l’acido dello stomaco può risalire e infiammare tutto ciò con cui entra in contatto: questo processo è chiamato reflusso.
Oltre al punto d’incontro dello iato esiste anche un altro aspetto importante nella relazione stomaco-diaframma: la compressione, cioè il movimento dolce e ritmico del diaframma che aiuta a mescolare il cibo e farlo avanzare verso l’intestino. Se il diaframma è duro e si muove poco il cibo resta per più tempo nello stomaco, dando quel senso di pienezza e pesantezza sproporzionato rispetto alla quantità di cibo ingerito.
Cos’è e a cosa serve l’intestino
L’intestino è l’ultima e più lunga porzione dell’apparato digerente. È un tubo flessibile di circa 7 metri che va dallo stomaco, dalla parte detta piloro, fino all’ano. È suddiviso in intestino tenue, che è sede principale della digestione enzimatica e dell’assorbimento dei nutrienti grazie alla presenza di villi e microvilli, e dall’intestino crasso, che assorbe acqua ed elettroliti, accumula e compatta le feci.
La funzione principale dell’intestino sono è la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.
Cos’è e a cosa serve il nervo vago
Il nervo vago, ossia vagabondo, è uno dei dodici nervi cranici ed è considerato uno degli elementi principali del sistema nervoso parasimpatico, quello che regola molte delle funzioni involontarie del corpo. È coinvolto nella digestione, nella frequenza cardiaca e nella respirazione, e collega cervello, collo, torace e addome, innervando organi come cuore e stomaco.
Agisce come interruttore per il relax e per il recupero dallo stress. È strettamente legato alla muscolatura cervicale, le cui tensioni possono influenzarne il buon funzionamento. Una sua disfunzione, detta basso tono vagale, può provocare nausea, vertigini, reflusso, stanchezza, ansia e alterazioni della pressione arteriosa.
Se vuoi approfondire questo tema ti suggerisco la lettura di un mio precedente articolo sul nervo vago.
Il rapporto fra diaframma, intestino e nervo vago
L’intestino per poter portare a termine la sua missione ha bisogno del diaframma, che permette:
- di avere spazio per muoversi –> Infatti se il diaframma resta in posizione bassa occupa più volume nella cavità addominale. Ciò provoca uno schiacciamento sia dello stomaco che dell’intestino e comporta minor contrazione ritmica e minor motilità con un conseguente accumulo di gas = gonfiore.
- l’invio di un segnale nervoso che inviti al movimento –> Il segnale nervoso è dato dal nervo vago, che è il principale regolatore dell’attività intestinale e che passa fisicamente attraverso il diaframma. Ogni volta che il diaframma scende e risale comprime e stimola meccanicamente il nervo vago. Quando il diaframma è rigido questa stimolazione si riduce. Il nervo vago riceve meno input e l’intestino rallenta. Le secrezioni digestive calano e il gas prodotto durante la digestione non viene gestito.
Risultato: la pancia si gonfia e diventa dura e dolente
A concorrere al gonfiore può aggiungersi anche la mole e la qualità dei cibi ingeriti, ma anche la voracità e l’abitudine di mangiare parlando (e perciò ingurgitando aria), ma non è da sottovalutare la dinamica di movimento che ho descritto sopra.
Lo stress irrigidisce il diaframma
Lo stress è una risposta psicofisica aspecifica dell’organismo a sollecitazioni (stressor) percepite come eccessive, che alterano l’equilibrio interno, e può essere positiva (eustress) o negativa (distress). Definita come sindrome generale di adattamento, è una reazione innata, ormonale e neuronale, atta a ripristinare l’omeostasi.
Si riconoscono tre fasi dello stress: allarme, resistenza ed esaurimento, rispetto ai quali il livello varia da meno importante a grave.
I fattori scatenanti possono essere fisici (traumi, malattie, freddo, non fermarsi quando il corpo lo richiederebbe, etc) o psicologici/emotivi (paura, scadenze improrogabili, esami, problemi personali, preoccupazione per familiari, accadimenti improvvisi, etc)
Il circolo vizioso del dolore
- Lo stress irrigidisce il diaframma
- Il diaframma rigido riduce sia lo spazio per gli organi che la stimolazione del nervo vago
- La digestione rallenta e la pancia si gonfia
- Il gonfiore crea tensione addominale e disagio
- Il disagio alimenta lo stress
Una buona notizia:
Il diaframma è un muscolo e come tutti i muscoli può essere allenato!
Quando il diaframma riprende il suo moto anche la pompa sullo stomaco riprende, il reflusso si riduce, il nervo vago viene nuovamente stimolato e l’intestino ritrova la sua motilità.
N.B. Le informazioni in questo articolo sono divulgative, vogliono offrire una possibilità di auto-osservazione e non intendono affatto sostituire il parere del medico come neppure invitare all’autodiagnosi.
Per la stesura di quest’articolo Marcello Chiapponi per i preziosi contributi sul suo canale YouTube
Come ti posso aiutare
- Liberi di muoversi + elementi di Yin Yoga
- Massaggio alchemico-mio fasciale, massaggio con ciotole tibetane, massaggio con oli essenziali
- Massaggio balinese dei fiori
- M.I.R.O.
- Multi-riflessologie ( viso- mani -piedi )
- Colloqui benessere, fiori di Bach
Vuoi approfondire una o più delle mie proposte?
Immagine: “Substitutes for Bread;–or–Right Honorables, Saving the Loaves, & Dividing the Fishes” di James Gillray, CC0 1.0 UNIVERSAL, via Met Museum
